IL DEUS TUORUM MILITUM e il suo autore
![]() |
Si è parlato a lungo delle origini del "Deus Tuorum Militum, dell'anno in cui è stato "commissionato" sulla sua composizione in "esclusiva" per gli asiglianesi in occasione della Patronale, ma pochi conoscono l'autore dell'Inno (nazionale) asiglianese, le sue origini, i suoi rapporti di lavoro con Vercelli di cui divenne cittadino di adozione. Felice Frasi nacque a Piacenza nel 1806 e morì a Vercelli nel 1879. Dopo i primi insegnamenti musicali di suo zio materno, appena sedicenne, nel 1821, entò nel Conservatorio di Milano e dopo appena quattro anni ne usciva per occupare, presso la Cattedrale di Vercelli, il posto che era stato onorato dal Perotti, sulla fama dei meriti eccezionali dimostrati durante il suo soggiorno nell'Ateneo musicale milanese. La sua bravura nell'esecuzione e nella composizione di brani per organo evidenziò proprio a Vercelli, il suo talento d'artista. Il soggiorno vercellese durò fino al 1845, quando il Governo Austriaco lo chiamò a reggere la cattedrale del Conservatorio di Milano. Rimase a Milano fino al 1851 data in cui ritornò a Vercelli. Al suo ritorno, si tuffò a comporre musiche per organo potenziando la sua nutrita opera di compositore. Nel 1856 Asigliano "ordinò" al maestro Felice Frasi la composizione di un inno che doveva far vibrare il cuore e i sentimenti non solo degli asiglianesi ma di tutti coloro che ne avevano udita l'esecuzione. Il maestro colse quelle richieste e scrisse con impetuosità e maestosità le sue note più belle che ancora oggi echeggiano per le vie del paese alla seconda domenica di maggio: il "Deus Tuorum Militum" inno tratto da un altro "inno", quello dei Martiri del 1750. |
![]() |
|
Testo in latino |
||
|
Deus tuorum militum Sors et corona, praemium Laudes canentes Martyris Absolve nexu criminis
Hic nempe mundi gaudia Et blanda fraudum pabula Imbuta felle deputans, Pervenit ad caelestia
Poenas cucurrit fortiter Et sustulit viriliter Fundensque pro te sanguinem Aeterna dona possidet.
Ob hoc precatu supplici Te poscimus piissime In hoc triumpho Martyris Dimitte noxam servulis
Laus et perennis gloria Patri sit atque Filio Sancto simul Paraclito In sempiterna saecula. Amen
|
|
Dio dei tuoi soldati Destino, corona e premio Noi che cantiamo le lodi del Martire Liberaci dal legame di ogni colpa.
Costui infatti i piaceri del mondo E gli allettanti pascoli del peccato Avendoli considerati pieni di insidie Raggiunse le bellezze del cielo.
Andò incontro ai supplizi con coraggio e li sostenne con forza, Versando il sangue per (Signore) Possiede (ora) i beni eterni.
Supplici per questa preghiera Ti chiediamo, umilmente Per la Gloria del tuo Martire Rimettici ogni vincolo di colpa.
Sia Lode e perenne gloria Al Padre e al Figlio Insieme con lo Spirito Santo Per tutti i secoli dei secoli.Amen |